Obiettivo di vita

Riassumo brevemente la mia idea:

Se uno nasce e cresce senza un’apparente obiettivo finale, che ne so diventare dottore, allora è costretto a soffrire una vita di alti e bassi. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione si sarà costretti a lottare.

Io non credo di avere l’obiettivo di vita. Non ho una meta da raggiungere e questo è logorante non appena sei vagamente triste.

Detto francamente tutto quello che faccio DOVE CAZZO MI PORTA?

E voi come diavolo fate a svegliarvi ogni mattina per poter godere degli oggetti materiali palesemente inutili come questo computer che sto usando?
E’ davvero così bello avere un cane, una auto veloce, vestiti che seguono la moda, un cellulare nuovo ogni due anni, i giochi, la seconda casa, un lavoro monotono e sicuro, una vita sociale basata sui soliti quattro volti

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Rigetto

E’ passato molto tempo dall’ultima volta in cui ho avuto bisogno di scrivere i miei pensieri. Questa volta però mi distacco leggermente dalla mia linea emotiva, non sono depresso e nemmeno scontroso (o almeno non ai soliti livelli).

Ho ripreso a studiare.
Sì in generale questa scelta è stata accolta con grande felicità dai miei familiari e dalla mia ragazza anzi a dirla tutta quest’ultima è stata così contenta da dirmi di essere fiera di me! Mi ha fatto sentire molto bene e anche un po’ protetto.
Inizialmente pensavo che con questa scelta avessi ufficialmente gettato la spugna con i miei ideali. Aver tradito quello in cui credo e soprattutto aver ammesso che non sono diverso.

Ho passato la prima settimana di corso in uno stato così disperato che ero tornato il solito e brontolone ragazzo che rifiuta e odia la mediocrità. Ma adesso mi sto addirittura appassionando alle materie e scioccamente mi sono immaginato con un futuro solido e felice.

Eppure è così facile scoprire che dentro di me rimane sempre una fetta marcia dello spirito, quella che non appena abbassi la guardia fa di tutto per uscire allo scoperto, ma in punta di piedi. Esce, gli dai le spalle e semplicemente ti pugnala a tradimento.
Traduco ciò che ho scritto?
Giusto questa mattina in un colpo di noia (ho smesso di guardare la Tv da anni e fidatevi che far colazione nel silenzio a volte mi fa male.) ho deciso di prendere il mio vecchio e polveroso tablet, lo accendo e scopro un gioco di cui andavo matto qualche anno fa
-un gioco di carte in cui ti sfidi con altri giocatori da tutto il mondo- . Per onorare il mio vecchio Me ho deciso di fare qualche partitina anche per capire se avevo ancora quel tocco magico. Passa mezz’ora di alti e bassi fino a quando in una partita in cui mi stavo parecchio divertendo perdo.

Ho semplicemente perso..

Eppure sono stato investito da una rabbia e da uno stress notevole tale da farmi tirare un pugno sul tavolo. Perché perdere? Mi stavo divertendo! Perché esistono cose che ti danno l’illusione di bello e di colpo ti sbattono in faccia uno STOP grande come un cartello? Basta, fine, ti sei divertito troppo, è il momento di smettere di sorridere, ti diverti? Ah allora ecco qua il benservito.

Ovviamente è esagerato tutto questo per un banale gioco eppure mi ha fatto viaggiare con la testa tanto da portarmi a pensare a tutte le piccole cose belle che non hanno mai una lunga vita.
Prima o poi si dovrà smettere di sorridere.. e secondo me non è giusto.

12.13

Stavo pensando che tutta questa globalizzaziona, l’immensità del mondo, la possibilità di avere e fare tutto non è poi così tanto affascinante come ritenevo in passato.
Certo ora abbiamo la possibilità di rincorrere i nostri sogni ma allo stesso tempo ci obbliga anche a valutarli  e paragonarli a tutte le cose che non abbiamo scelto di fare dando la priorità ad altro. Insomma, ti mette in crisi no?

Vedo il giappone o giro tutta l’italia?
Studio storia dell’arte o antropologia?
Spendo i soldi per bere questo sabato sera o li tengo per comprarmi un libro?

E’ seccante sotto questo punto di vista. Tranne per chi è ricco, se lo sei beh hai tutta la mia invidia

Rimpianto

Sto pensando a come sia difficile mandare giù i rimpianti di scelte passate. Non mi è mai piaciuto leggere ne studiare fino a quando andavo in seconda superiore, ho sempre pensato sia stata colpa degli amici di quei tempi che mi mettevano in testa solo cose futili come “discoteca” , “canne” , “ragazze”  e “alcool” . Certo è stato divertente ma poi mollati i miei amici (per poi trovarne altri e più maturi) ho scoperto i libri, la scienza sotto ogni sua forma e la natura. Adesso però il tempo avanza e i miei attuali amici si stanno laureando, convivono e puntano ad una bella vita. Io invece mi vergogno di me stesso e ho così tanta paura di finire in un tugurio insieme alla mia ragazza che non potete immaginare. Poverina, si merita ogni agio che l’uomo può aver inventato. Sono venuto qua a sprecare queste quattro parole per un viaggio mentale fatto qualche minuto fa..
Mi sono immaginato il mio migliore amico vestito bene, in una sera invernale che esce dalla macchina appena parcheggiata. Apre il cancello di casa, prende l’ascensore ed eccolo che entra nella sua casa accogliente e piena del profumo di calma e serenità.
Per quell’istante ho odiato il mio amico.. vorrei essere io nei suoi panni anche se si tratta della mia infima immaginazione. Perché non riesco a farmi bastare le cose che la vita mi sta offrendo? Perché le devo sacrificare per poi pentirmene amaramente?
Ogni tanto penso “Ma si tranquillo tu prova ad essere felice se vai in fallimento e finisci per ritrovarti in mezzo alla strada una pistola può farti finalmente chiudere gli occhi” . Ovviamente sono solo pensieri inutili e troppo, troppo lontani dalla mia vera reazione ad un’ipotetica fine del genere. Anzi, un po’ mi spiace che non sia così facile ma va beh. Fatto sta che troppo tardi ho capito di essere una di quelle persone che deve fare successo per stare davvero davvero tranquillo. Ma l’università oramai è fuori dalla mia portata, troppi corsi e troppe mie incertezze.. Mi limiterò a migliorare il mio inglese per rassicurarmi un po’ . Così almeno potrò fare l’elemosina parlando due lingue.

Stasera è così.. speriamo che dormendoci su mi passi

21:03

Ovviamente non mi aspetto nessun lettore, serve a me per distrarmi da questi continui attacchi di depressione. Ehi, ovviamente non depressione da “Oh no, non ho nessuna per il ballo della scuola” ma una depressione più fastidiosa e irritante. Parlo di come questo mondo mi faccia sentire inutile certe volte, in questi momenti qualsiasi cosa faccia magari anche divertente è in realtà uno spreco di tempo. Succede anche in questo preciso momento. La mia testolina mi chiede “Perché ti impegni tanto a scrivere? A cosa ti serve? Domani sarai una persona migliore dopo aver pubblicato queste quattro parole? Mettiti il cuore in pace e diventa mediocre, si sta meglio, si sta comodi e beati” . Fanculo penso. Vediamo di tirare le somme, come fanno i protagonisti dei film.
Dopo aver compiuto la maggiore età per il mio paese sono diventato il Signor F. , mi diplomo, mi faccio il classico anno con le mani in mano per colpa della “disoccupazione giovanile” e infine mi trovo un lavoro in una ditta metalmeccanica a 40minuti di strada da casa mia (Pfff ma che dico, casa dei miei). Ingoio bile e convivo con adulti la cui speranza e volontà è continuamente schiacciata dalle loro suole e dalle suole dei superiori, stringo qualche rarissima e comunque flebile amicizia e poi che succede? Beh ho la crisi di mezz’età. Dannato sia io che con ben 40 anni d’anticipo inizio a pormi le domande sulla vita, su perché svolgere lo stesso lavoro ogni santo giorno, perché il telegiornale fa solo allarmismo inutile e sul perché mi senta così poco appagato dai miei 1400euro mensili. Infine dopo tre anni di lavoro mi licenzio spiego alla mia ragazza la mia situazione e insieme a lei giro l’italia come volontario.. Niente bambini o persone anziane, ho deciso di fare il volontario nelle aziende agricole. Per tutta la durata del mio vagabondare mi ritenevo felice o almeno mi ingannavo con grande maestria, trovo che fare ogni giorno qualcosa di diverso ma anche di poco sia una sensazione davvero gratificante. L’autunno arriva e io sono costretto a tornare a casa dei miei genitori poiché la natura sta andando in letargo e con lei anche tutti quei contadini così bisognosi d’aiuto. Ma qualcosa cambia non appena arrivo a casa, eh sì..

Gente, voglio diventare un contadino. Allevatore. Erborista e casaro.
Fanculo le mode, fanculo il malcontento nelle ditte, fanculo l’iphone, fanculo tutto quello che fa dire ad una persona mediocre “Io mi trovo bene”. Mando tutti a fanculo non perché  sono dalla parte della ragione ma perché io INVIDIO questa gente che si riesce ad accontentare. La invidio con tutto il mio cuore.

Non sono una persona intelligente, carismatica o ricca. Certo ho degli amici e con loro posso parlare di una quantità inaudita di argomenti, ridere come dei pazzi, giocare a qualche bel gioco nerd e ogni tanto bere fino a ritornare quel diciottenne che assiduamente andava alla birreria dietro casa. Ma ripeto, non sono molte cose.

E caro mio F. tu hai deciso di mollare un piccolo paradiso mediocre per puntare alla qualità della vita, ma una qualità che per come sei fatto non potrai mai raggiungere e questo fa davvero male nell’animo, una volta che lo capisci e involontariamente lo accetti.

Ed eccomi qua dunque. In un limbo fra tristezza, depressione, vergogna e rabbia.
Ma per fortuna so che fra qualche ora sarò riuscito a non farci caso e mi potrò godere quella manciata di ore di tranquillità prima della prossima ricaduta.
Sono proprio un babbo.